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NEW YORK
Quando si parla di New York non è facile restare impassibili. Che la città piaccia o meno, è soggettivo, spesso dipende da ciò che cerca o crede di trovare il visitatore, e magari anche dalle condizioni ambientali nelle quali avviene la visita. Comunque, in tutti i casi, New York colpisce, con un suo fascino tutto particolare. Già prima di averla realmente visitata, tra ciò che immaginiamo e ciò che abbiamo visto in film e immagini d’attualità, abbiamo un idea abbastanza precisa di ciò che vedremo; poi, il ritrovarsi di fronte, ad esempio, il ponte di Brooklyn o la Statua della Libertà, ci trasmette comunque una grande emozione, perché entrambi sono icone rappresentative della nostra epoca, e come tali ci sono già care e presumibilmente lo rimarranno anche in futuro. Ma ora iniziamo il viaggio, che, al di là del grande Oceano Atlantico, ci condurrà sulle rive dell’Hudson, per visitare New York, l’antica Nieuwe Amsterdam, fondata dagli olandesi nel 1624.
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Arriviamo che è notte, ed il primo impatto con la città è con l’aeroporto John Fitzgerald Kennedy, con i poliziotti (delle diverse etnie) che verificano i passaporti, con la bandiera americana esposta da più parti e con i famosissimi (e numerosi) taxi gialli che ti aspettano all’uscita. Sottolineamo che i taxi, efficienti ed economici, sono tra i simboli più noti della città. E’ chiaro che quando si parla di una città come New York non si può dimenticare la sua fama ed il suo ruolo negli U.S.A., e di riflesso nel mondo. La grande mela è la città americana più popolosa (oltre 8 milioni di abitanti, anche se considerando l’area metropolitana che si estende per tre stati, New York, New Jersey e Connecticut, si arriva a quasi 21 milioni), divisa amministrativamente nei 5 distretti (Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island), estesi su una superficie molto vasta, per circa 9.000 km di strade.
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Alloggiamo a Manhattan, sull’8th Avenue, all’angolo con la 43th Street, non lontano dalla coloratissima Times Square (tra la Broadway e la 6 th Avenue, comprendendovi le Street che vanno dalla 42 alla 47 west.) una piazza famosissima che la tecnologia più moderna ha tramutato in un enorme caleidoscopio, un tripudio di cartelloni pubblicitari di grosse dimensioni, ricchi di animazione ed effetti digitali. Definire bello il tutto forse è impossibile, però vedere Times Square fa un certo effetto, così come colpiscono gli enormi grattaceli di vari colori che sorgono nei dintorni. Il primo impatto con la città è forte, la stanchezza del viaggio ed il ritmo frenetico del luogo, accentuato dal via vai dei pedoni sui marciapiedi e delle macchine nelle strade, ci fanno desiderare un buon sonno ristoratore.
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Inizia un nuovo giorno e, come prima presa di contatto con la città, facciamo un giro nel mitico Central Park, il famoso polmone verde di Manhattan. Il parco, progettato più di 150 anni fa, ha un estensione di. 3,4 km², ed è un rettangolo di 4 km × 800 m. La lunga strada che lo circonda (9,7 km.) è molto frequentata da ciclisti, atleti, pedoni, gente comune che fa jogging e passeggiate. Il parco, molto spesso utilizzato per girarvi alcune scene di importanti film e telefilm, è molto conosciuto nel mondo. Ogni anno ad esempio la parte conclusiva della Maratona di New York si svolge al suo interno. Central Park dà inoltre ristoro a numerose specie animali, migratorie e non, e ospita, soprattutto d’estate, importanti spettacoli teatrali e musicali. Il parco è molto utilizzato, da ragazzi e non, per giochi sportivi ed attività quali, in particolare per il pattinaggio ed il baseball.
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Proseguiamo il nostro giro per la città visitando più a fondo i suoi cinque quartieri. Iniziamo con il Queens, il più grande, abitato già dal lontano 1600. Il quartiere è caratterizzato dalla presenza di numerosi abitanti di religione ebraica, ai quali sia affiancano le differenti etnie, (più numerosi sono Italiani, Spagnoli, Irlandesi, Greci, ma anche asiatici ed afro-americani) e ricco di parchi, complessi sportivi e musei. Nel Queens sono situati anche due dei maggiori aeroporti cittadini, il John Fitzgerald Kennedy Airport ed il La Guardia. Visitiamo poi il quartiere di Brooklyn, dove, dal 1883, è stato aperto il celeberrimo Brooklyn Bridge (forse il ponte più famoso al mondo) per collegare l’isola di Manhattan; da Brooklyn, in particolare dalla zona denominata Brooklyn Heights, si ammira, sulla sponda dell’East River, la zona downtown di Manhattan, cioè uno dei panorami maggiormente conosciuti. A Brooklyn citiamo inoltre il luna park e la spiaggia di Coney Island, nonché il Brooklyn Botanical Gardens ed il New York Aquarium.
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Passano i giorni e le notti di questo nostro soggiorno a New York (le cose da vedere sono tantissime, le distanze imponenti, ci si stanca non poco e occorre ogni tanto effettuare qualche sosta rilassante), e proseguiamo la visita dei quartieri raggiungendo il Bronx, l’unico distretto collegato direttamente alla terraferma. Il Bronx, che in passato ha dato i natali ad americani famosi quali il musicista Duke Ellington e lo scrittore Edgar Allan Poe, ha subito un degrado molto consistente, e, in alcune parti, è veramente pericoloso visitarlo. E’ comunque attivo un piano per la ristrutturazione e riqualificazione del quartiere. Nel Bronx vi è il famosissimo Yankee Stadium, il tempio del Baseball, con i murales raffiguranti i grandi giocatori del passato. Altre cose interessanti da vedere sono il New York Botanical Garden e lo Zoo, oltre all’Edgar Allan Poe Cottage.
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Altro quartiere e distretto di New York è lo Staten Island, un'altra isola, di grossa dimensione, collegata a Brooklyn dal Verrazzano Bridge, un ponte anche questo molto bello e di grande effetto. Il ponte, inseribile anch’esso tra i simboli cittadini più noti, è uno dei più grandi ponti sospesi mai realizzati; ha una campata centrale di 1.295 mt. ed una lunghezza complessiva di 2.034 mt. Dal ponte prende avvio, di solito nel mese di Novembre, la celebre maratona di New York. Da vedere, sempre nel quartiere, vi sono inoltre lo State Island Zoo e l’Historic Ricmond Town, un parco molto grande (96 acri con 25 edifici di interesse storico), che riporta al periodo coloniale e permette di comprendere, ed immaginare più compiutamente, come si svolgeva la vita durante il periodo della colonizzazione.
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Dopo aver parlato degli altri quartieri cittadini, ritorniamo a visitare Manhattan, la magica isola conosciuta quasi ovunque Abbiamo già parlato di Central Park, ora raccontiamo di Harlem, il quartiere la cui visita una volta era sconsigliata, e che invece oggi è, con le normali attenzioni, ampiamente fattibile. Harlem è un quartiere in notevole sviluppo, ricco anche di arte e cultura (da visitare al riguardo Lo Schomburg Center e lo Studio Museum in Harlem, dedicati il primo all'arte, il secondo alla cultura nera) pieno di locali e teatri (come ad esempio il Teatro Apollo o il ricostruito Cotton Club) che hanno rappresentato la storia del jazz e del soul, che hanno visto esibirsi artisti quali Louis Armstrong, Thelonius Monk, Aretha Franklin, James Brown, e moltissimi altri. Ma Harlem non è solo divertimento, ma anche spiritualità: consigliamo ad esempio di assistere la domenica alla funzione religiosa celebrate nelle chiese con canti gospel e sincera partecipazione.
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Proseguiamo il giro per Manhattan visitando Little Italy, Chinatown e l’East Village. Il quartiere italiano si è ormai ridotto essenzialmente a due vie (piene di ristoranti e negozi con scritte e riferimenti al paese di provenienza) ed è ormai quasi interamente inglobato nella straripante realtà cinese, vivacissima e colorata, dove vi si può acquistare di tutto a prezzi contenuti. Chinatown è in continua espansione, e camminando per le strade del quartiere, sembra veramente di stare in Oriente. L’East Village, somigliante per l’architettura al più famoso Greenwich Village, all’inizio era un quartiere abitato da emigrati irlandesi, tedeschi, polacchi e successivamente portoricani; con il tempo è divenuto invece un quartiere alternativo, frequentato da artisti, musicisti, scrittori, hippies, etc. Il quartiere è pieno di iniziative e ricco di locali di vario tipo nei quali si svolgono numerosi eventi musicali.
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Arriviamo ora nella Fifth Avenue, uno dei cuori pulsanti di Manhattan. Lì possiamo visitare l’Empire State Building (dal quale si apprezza una vista mozzafiato sulla grande mela), entrare nella New York Public Library, fare un giro all’interno del Rockefeller Center, ammirare la Saint Patrick's Cathedral, farsi rapire dalla vista del Trump Tower e dai ricordi che suscita il Plaza Hotel. Ma la Fifth Avenue è anche la strada regina dello shopping; lì vi sono alcuni dei negozi più famosi al mondo Proseguiamo il giro per Manhattan visitando la Trinity Church una delle chiese più antiche di New York. Ricostruita tre volte, ha tra le altre bellezze, le tre porte di bronzo, disegnate da Richard Morris Hunt, che prese l’ispirazione dalle porte del Battistero di Firenze. Da vedere anche il cimitero della chiesa ove vi sono le tombe di personaggi famosi della storia americana, quali
Alexander Hamilton (1757-1804) e Robert Fulton (1765-1815).
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Parliamo ora di uno dei simboli di questa città maggiormente noti al mondo: la Statua della Libertà. Costruita dai Francesi a fine 800, la statua, simboleggiante la concezione americana della libertà politica, fu collocata a Liberty Island (un isolotto dell’Upper Bay) ufficialmente il 28 ottobre 1886, e celebrata, al compimento del centenario, alla presenza dei presidenti di U.S.A. e Francia, Reagan e Mitterand. La statua simbolo della libertà ha subito varie ristrutturazioni, ed è visitata da un numero notevole di visitatori. In effetti, oltre ad avere una eccezionale visibilità da molte parti della città (ad esempio vederla stagliarsi lontana, al tramonto,dal ponte di Brooklyn, dà una certa emozione), viene avvicinata quotidianamente dai traghetti che fanno il giro turistico della baia, e può anche essere visitata da vicino scendendo a terra e salire, all’interno della statua, fino alla testa per ammirare, da lì, il meraviglioso panorama di Manhattan, di Brooklyn e del New Jersey.
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Prima di passare a parlare dei musei di New York, che meritano un capitolo a parte data la loro ricchezza e varietà, vediamo ancora qualche altra meta cittadina assolutamente da non perdere: iniziamo con Wall Street, la borsa di New York, il cuore del mondo finanziario americano, dove spesso si decidono i destini economici anche del resto del mondo; passiamo poi al complesso dell’United Nation (la sede delle Nazioni Unite), costituito da 3 edifici principali che ospitano il Segretariato, il palazzo dell’Assemblea Generale e la Biblioteca. Proseguiamo il tour andando a visitare i palazzi e le costruzioni, oggi destinati a museo, di Ellis Island, l’isola che dal 1° gennaio 1892 al 29 novembre 1954 è stato il primo contatto con l’America da parte dei circa 12 milioni di emigranti (tra i quali 2 milioni e mezzo di italiani).
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Proseguiamo la visita con il quartiere di Soho, il Greenwich Villane e la Grand Central Station, una stazione ferroviaria molto bella anche sotto il profilo artistico, resa celebre da alcune sequenze del famoso film di Brian De Palma “Gli intoccabili”. Ammiriamo poi il Chrysler Building (il più bel grattacielo di New York), le strade ed i teatri di Broadway, dove è possibile assistere ad alcuni degli spettacoli che hanno fatto la storia del musical ed infine il Madison Square Garden, il palazzo dello sport sede anche in passato di memorabili eventi sportivi e di importantissimi concerti musicali. Ma dopo aver visto tante bellezze e luoghi di divertimento, appare doveroso, recandosi a Ground Zero, dedicare questa visita alla memoria, in onore ed a ricordo delle oltre 3.000 persone che l’11 settembre 2001 persero la vita nell’attentato aereo alle Torri Gemelle del World Trade Center.
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Come promesso, concludiamo il nostro reportage su New York, parlando dei musei cittadini. Premettiamo che New York è, tra l’altro, la città dei Musei, essendovene tantissimi, dedicati ai settori più disparati. In qualche caso, anche quelli più piccoli ed anonimi, possono meritare, per la loro qualità, una visita. E’ comunque evidente che sono quelli più famosi che attraggono maggiormente i visitatori. In tale ottica il primo, sotto ogni profilo, è naturalmente il Metropolitan Museum of Art, il museo probabilmente più conosciuto al mondo. Ubicato a Central Park, in uno spazio di circa 185.000 mq., ospita quasi due milioni di opere d’arte, di tutti i periodi; tra le più complete ed apprezzate sono le collezioni dedicate alle arti americana, europea, asiatica, medio orientale antica, egiziana, greca e romana; vi è anche un’importante sezione dedicata agli strumenti musicali.
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Un altro grande museo è il Modern Museum of Art (MoMa) che espone numerosissimi capolavori d’arte moderna, tra pitture, sculture, fotografie, stampe, etc. Vi si trovano celebri opere di grandi artisti quali Van Gogh, Matisse, Monet, Cezanne, Modigliani, Picasso, Warholl, solo per citarne alcuni. Altri musei importanti sono: Brooklyn Museum of Art, con un importante collezione di arte egiziana, greca e romana, oltre a mostre antropologiche sugli indiani d’America; l’Ellis Island Immigration Museum, che comprende tra l’altro un muro con i nomi di oltre 500.000 immigranti; il Guggenheim Museum, dove sono esposte opere di artisti quali Kandinski, Mirò, Monet, Gauguin, Toulouse-Lautrec; per ultimo, tra i tantissimi che potremmo citare, ricordiamo l’American Museum of Natural History, comprendente tra l’altro gli scheletri di immensi dinosauri ed anche importanti manufatti degli indiani d’America.
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Il racconto del viaggio a New York finisce qui; con la consapevolezza che le cose che avremmo potuto vedere e raccontare sono parecchie di più, ma sia il tempo della visita, sia lo spazio a nostra disposizione, sono comunque limitati, ed il racconto dell’intero viaggio va considerato dal lettore solo come una traccia, un piccolo accenno delle molteplici facce di una città particolarmente varia e poliedrica, e che pertanto può essere vista, ricordata e raccontata, in modi diversi modi e con risultanze e giudizi differenti tra loro. Comunque, al di fuori della voglia di ritornarvi o meno, che è comunque soggettiva, rimane la certezza che New York, almeno una volta nella vita, va vista, con tutto il suo enorme carico, magari di contraddizioni, ma anche, sicuramente, di sensazioni, alcune delle quali molto positive, da conservare con cura tra i nostri ricordi più belli.
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