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La musica, come ascoltarla, come viverla.
Quando parliamo di musica ci addentriamo in un argomento che per alcuni non riveste particolare importanza, per altri invece assume un ruolo di primo piano nella vita. E proprio alla categoria di persone che si riconoscono in questa seconda categoria, sono dedicate le riflessioni che seguono.
Cos’è la musica?
- Un insieme di suoni.
- Un argomentazione concreta.
- Un dato reale.
- Uno stato dell’animo.
- Una espressione artistica.
Forse nessuna di queste cose, crediamo, più semplicemente, che la musica sia la colonna sonora della vita.
Senza addentrarsi nei seri studi di settore, che analizzano l’incidenza di musica e suoni nelle diverse epoche, non vi è dubbio che la musica abbia sempre ricoperto un ruolo importante nell’evoluzione umana. Ma non solo gli uomini riconoscono tale ruolo, ulteriori studi hanno dimostrato che anche gli animali sono sensibili alla musica, che sarebbe in grado di produrre effetti positivi anche sugli animali (come ad esempio su quelle mucche che stimolate dall’ascolto di musica classica hanno prodotto più latte), recando all’uomo notevoli benefici. Tutto questo per dire che la musica non è solo svago o divertimento, ma può direttamente riguardare altri aspetti, non secondari, della vita.
Naturalmente la varietà e complessità dei diversi generi musicali, nonché la grande diversificazione degli strumenti musicali, non rendono facilmente individuabili delle chiavi di lettura (e di ascolto), uguali per tutti. Appare invece importantissima, al riguardo, la percezione individuale dell’ascoltatore, che può gradire differenti modelli sonori, sui quali riesce poi a confluire orientando concretamente il proprio gusto musicale.
Non crediamo che esistano stilemi codificati, valori predefiniti con i quali è possibile distinguere la buona dalla cattiva musica. Crediamo invece nella musica onesta, (cioè realizzata in base al proprio sentire e non prodotta solo per un esclusivo uso commerciale), nata cioè secondo la passione e la sensibilità dei singoli artisti ed operatori del settore. La musica è sempre foriera di sensazioni in chi la ascolta, ed è fondamentale che si riconosca pari dignità a tutti i generi musicali. Naturalmente poi la differenza la faranno i gusti personali, magari influenzati dagli aspetti sociali e di costume, caratteristici di ogni periodo. E’ importante però, che per bilanciare gli aspetti negativi di un’eccessiva incidenza mediatica e pubblicitaria, si crei una cultura musicale ricca di sensibilità e buongusto, capace magari di riconoscere meriti e tributare successo anche a coloro che si orientano verso generi musicali magari meno immediati, ma comunque ricchi di qualità e buona valenza artistica.
Occorre ricordarsi infatti che la musica, essenzialmente, è arte, e, come tale, in grado di raggiungere direttamente il cuore di coloro che ne usufruiscono, cioè degli ascoltatori. La musica può essere dolce, aspra, delicata, rumorosa, fastidiosa e mille altre cose, però non ci dimentichiamo che è in grado di commuovere, affascinare, dare gioia, tenerezza, serenità.
Ma la musica può anche essere solo un accompagnamento nel quotidiano, senza quindi procurare necessariamente tali sensazioni, ma ciò non deve suonare particolarmente riduttivo, perché anche così svolge una importante funzione di ausilio (ma anche di presenza e compagnia) necessaria in determinati momenti, conferendo così un profondo significato di verità al detto " ogni momento ha la propria musica".
Concludiamo queste poche righe, rimandando ai successivi approfondimenti la descrizione dei vari generali musicali e degli importanti artisti che li hanno caratterizzati, ricordando che la bella musica può essere ovunque, basta avere la voglia di coglierla, di riconoscerla e magari, nel farlo, di emozionarsi.
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