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Da cosa deriva l'espressione ?

Luna di miele
Circa 4.000 anni fa, in Babilonia, nel mese successivo al matrimonio di una coppia, il padre della sposa doveva dare al genero tutto l'idromele che egli riusciva a bere. Essendo l'idromele una bevanda ricavata dal miele e poiché allora il calendario veniva detrminato osservando le fasi lunari, quel periodo fu denominato mese del miele, da cui viene l'espressione comune e tutt'oggi usata "luna di miele".

A caval donato non si guarda in bocca
Il proverbio significa che dei regali dobbiamo sempre essere grati, di qualsiasi valore siano, solo perché qualcuno ha pensato a noi. Si dice così perché l'età di un cavallo si giudica guardando lo stato della sua dentatura, e non il numero dei suoi denti. Ma un ragazzo di campagna che fu mandato dal papà al mercato ad acquistare un cavallo, non lo sapeva... Ora, poiché suo padre gli aveva raccomandato di osservare bene i denti dell'animale, pensò che il mercante lo voleva imbrogliare, perché il cavallo aveva 40 denti e lui pensava che avesse 40 anni, ma ... non aveva ragione!!

Acqua in bocca
Una bambina che parlava spesso male pregò il suo confessore di darle un rimedio contro quel peccato. Il confessore non trovò altro rimedio che darle una boccetta d'acqua da bere, al momento che le veniva la tentazione di parlare male. Così alla fine si liberò dal vizio dominante. Da qui l'espressione "acqua in bocca!"

Avere la coda di paglia
Una giovane volpe, narra la favola, cadde disgraziatamente in una tagliola; riuscì a fuggire ma gran parte della coda rimase nella tagliola. Si sa che la bellezza delle volpi è tutta nella coda, e la poveretta si vergognava, allora gli altri animali le costruirono una coda di paglia. Tutti mantennero il segreto tranne un galletto che disse la cosa in confidenza a qualcuno e, di confidenza in confidenza, la cosa fu saputa dai padroni dei pollai, i quali accesero un po' di fuoco davanti ad ogni stia. La volpe, per paura di bruciarsi la coda, evitò di avvicinarsi alle stie. Da allora, si dice che uno ha la coda di paglia quando ha commesso qualcosa e ha paura di essere scoperto

Campa cavallo che l'erba cresce!
Si racconta che un poveretto portava a mano un cavallo vecchio, stanco, sfinito, per una strada sassosa dove erano rimasti pochi fili d'erba. Il cavallo stava per cadere, sopraffatto dalla fame, ma il padrone cercava d'incoraggiarlo dicendogli: "Cavallo mio, campa finché crescerà l'erba così potrai finalmente sfamarti!!".

Chi ha fatto trenta può fare trentuno
Papa Leone X, il 1º luglio 1517 creò trenta nuovi cardinali; poi gli parve che un altro prelato fosse pure degno di quell'onore e nomino cardinale anche lui. A coloro che si meravigliarono del fatto che il Papa, che aveva deciso di fare 30cardinali, ne avesse poi fatto ancora uno, Leone X rispose "Chi ha fatto trenta può fare trentuno".

Dare botte da orbi
Chi picchia, anche involontariamente, cerca di avere un po' di riguardo per non fare troppo male; ma un cieco, no! Lui non vedendo dove e quanto batte, colpirà senza pietà e senza misura.

Essere al verde
Significa "essere a corto di denaro". L'espressione deriva dall'usanza del banditore dell'asta, accendeva una candela la cui base era tinta di verde. Finché la candela non era arrivata al verde, era lecito fare offerte; dopo, non era più possibile.

Fare fiasco
Anticamente c'era a Firenze un artista comico di strada che, ogni sera, si presentava tenendo fra le mani un oggetto nuovo; e su questo oggetto improvvisava versi buffi e il pubblico rideva. Ma la sera che utilizzò il fiasco i versi non piacquero e ci fu un concerto di fischi. Da allora in poi si disse "fare fiasco" per indicare che non si ha avuto successo in qualcosa.

Fare il portoghese
L'origine dell'espressione risale al secolo XVIII: l'ambasciata del Portogallo a Roma, per festeggiare un avvenimento, aveva indetto una recita al teatro Argentina per la quale non erano stati distribuiti i biglietti d'invito; bastava presentarsi come "portoghesi". Da allora si dice "fare il portoghese", per indicare che non si pagherà il biglietto.

Il capro espiatorio
Gli Ebrei avevano anticamente una strana usanza, per celebrare l'espiazione dei peccati. Nel giorno designato da Mosè, il sommo sacerdote prendeva due capri: il primo veniva sgozzato e il sacerdote lo caricava, simbolicamente, di tutti i peccati suoi e del popolo; l'altro veniva mandato via perché si disperdesse nel deserto e non tornasse mai più. Il primo si chiamava capro espiatorio, il secondo capro emissario. Il capro espiatorio è colui che anche oggi paga una colpa per tutti gli altri.

Fare la cresta sulla spesa
Anticamente si chiamava agresto un condimento aspro ottenuto dall'uva poco matura. I contadini, quando coglievano l'uva poco matura per far l'agresto, coglievano anche un po' di quella buona che avrebbero invece dovuto portare al padrone. Fare l'agresto indicava questo rubare. In seguito, far l'agresto è diventato l'attuare far la cresta, in occasione della spesa.

L'uovo di Colombo
Si racconta che dopo che Cristoforo Colombo scoprì l'America, ci furono tante persone che cercavano di sminuire la sua impresa dicendo che non era poi stato una gran che. Allora Colombo chiese ai suoi contestatori di fare stare ritto un uovo. Tutti ci provarono ma inutilmente. Allora Colombo prese l'uovo, lo schiacciò da un lato e lo fece stare dritto!

Il pomo della discordia
Gli antichi credevano negli dei, tra cui la dea Discordia che, poiché faceva nascere litigi costrinse Giove a cacciare Discordia dal cielo. Quando ci fu il matrimonio di Teti (dea del mare) e Peleo (semplice mortale) furono invitati dee e dei, uomini e donne, ma non Discordia. Per vendicarsi, lei gettò sulla tavola una mela d'oro su cui era scritto: "alla più bella". La festa fu turbata perché finì in lite, tra le tre dee presenti: Giunone, Minerva e Venere. Il pastorello, Paride, chiamato a scegliere la più bella, scelse Venere. Le altre due non si rassegnarono e da ciò derivò un...... mondo di guai!

Lupus in fabula
Originariamente stava a significare l'arrivo di una persona che ci impedisce di parlare su un certo argomento. Questo perché nelle antiche favole si parlava sempre del lupo come di animale pericolosissimo, che per lo spavento lasciava gli uomini ammutoliti.

Per filo e per segno
Un tempo, gli imbianchini sul muro e i segantini sul legno usavano 'batter la corda', ossia tenevano sul muro o sul legno un filo tinto di una polvere colorata e poi lo lasciavano andare, in modo da lasciare sul pezzo la sua impronta, che indicava dove il pezzo andava esattamente tagliato. Da lì è derivato l'uso di dire "per filo e per segno" per idicare una cosa svolta con esattezza.

Prendere una cantonata
Se chi guida un carro fa una curva troppo stretta, il mozzo della ruota può urtare contro l'angolo di una strada. Per questo, prendere una cantonata vuole dire e fare un errore, sabaglare, prendere un abbaglio.

Restare di sale
Nella Bibbia si narra che il Signore decise di distruggere la città di Sodoma, e per questo ordinò ai fuggiaschi di andare via senza mai volgersi indietro per nessun motivo a guardare la distruzione operata dal fuoco disceso dal cielo. La moglie di Lot, nipote di Abramo, vinta dalla curiosità, si voltò e divenne una statua di sale. Da qui deriva l'espressione "restare di sale".

Voce stentorea
Per voce stentorea, si identifica una voce fortissima, potente e fragorosa. L'espressione deriva da Omero, il quale racconta di un principe greco, Stèntore, che aveva una voce così potente come 50 persone insieme.