Secondo San Francesco, il linguaggio di Dio era
uguale a quello della natura. La luce del sole,
il pallore argenteo della luna, il volgere delle
stagioni e il suono degli animali erano il modo con
cui l’Onnipotente parlava alla sua creatura
prediletta: l’uomo.
Lasciate tutte le sue ricchezze, Giovanni Francesco Bernardone iniziò un difficile cammino verso la fede e la purezza dell’anima. Spogliatosi dei suoi abiti più sfarzosi, vestito di un saio malconcio e con i sandali ai piedi, il giovane Francesco cominciò un lungo peregrinare attraverso i sentieri dell’Umbria. Grazie a una profonda meditazione, Francesco comprese il vero spirito dell’uomo, il linguaggio delle piante e quello degli animali, vivendo in perfetta sintonia con l’ambiente che lo circondava.
Umbria della fede
Tra le verdi colline umbre sorgono numerosi luoghi di culto dedicati alla vita di San Francesco. Ambienti silenziosi, immersi nei boschi, dove è possibile meditare e riflettere profondamente sugli insegnamenti di un uomo che aveva scelto la natura come tramite verso Dio.
La Basilica di San Francesco – dove si trovano le spoglie del santo – è il punto di partenza di un percorso devozionale che attraversa tutta la regione. Su queste pareti, il grande Giotto, ha magistralmente affrescato alcuni episodi salienti della vita del frate.
La Basilica di Santa Maria degli Angeli era un altro luogo caro a Francesco il quale ne ottenne la donazione, nel 1209, dai monaci benedettini: qui il religioso ebbe modo di ascoltare le parole di Santa Chiara alla quale donò un saio. Nei secoli successivi la basilica fu oggetto di lavori di ampliamento, ultimati nel 1679.
Poco distante, merita una visita il piccolo borgo medioevale di Valfabbrica, conteso per anni tra i signori di Gubbio e Assisi. Qui ammiriamo, oltre un castello, la sobrietà architettonica della Chiesa di Caprignone, costruita secondo i canoni francescani, e San Pietro in Vigneto.
I primi passi della vita monastica di San Francesco sono rintracciabili nella piccola Abbazia di Villaingegno, antica sede di culto pagano, poi abbazia benedettina. Secondo le fonti, Francesco vi avrebbe trovato soccorso dopo essere stato assalito da alcuni malviventi sulla strada per Gubbio.
Proprio a Gubbio sorgono due delle chiese più suggestive, consacrate a due episodi chiave della vita francescana: la Chiesa della Vittorina, punto dove avvenne il celebre incontro tra il santo e il lupo, e quella di San Francesco, edificata dove il santo riabbracciò il suo amico Spadalonga.
Umbria da gustare
La patria del Santo “patrono d’Italia” è indubbiamente una tentazione per chi ama la buona cucina. Questa terra generosa è abitata da persone genuine, che trasmettono questa semplicità e amore verso le tradizioni nei cibi che preparano. A Norcia si produce uno dei prosciutti più gustosi della penisola: il suo sapore inconfondibile è il frutto di un’attenta preparazione e una lunga stagionatura (almeno due anni). La rigidità dei mesi invernali e la scarsità di terre coltivabili ha indotto a privilegiare l’allevamento e la pastorizia; questo è uno dei motivi che fa dell’Umbria la patria di formaggi unici come le caciotte o il pecorino di Norcia. Sulla tavola non può mancare l’olio: le colline che circondano Assisi, Spello, Foligno, Trevi e Campello hanno ampie terrazze dove maturano le olive dalle quali si ottiene un olio pregiato, che insaporisce i diversi piatti della ricca cucina umbra.