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Sulle orme di...
Sulle orme di... UGOLINO
Foto viaggio
La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator,
forbendola a'capelli del
capo ch'elli avea di retro guasto”. Con queste parole
il sommo poeta comincia il XXXIII canto dell’Inferno
dedicato al conte Ugolino della Gherardesca, nobile
pisano e traditore politico, barbaramente condannato
a morire di fame insieme
ai suoi due figli


Il personaggio storico del conte Ugolino è una figura contraddittoria, un uomo del suo tempo che ha vissuto intensamente anni di guerre, pace e tradimenti. Accusato dai suoi compatrioti di aver cospirato contro la terra natia, fu rinchiuso nella Muda, una torre-prigione, insieme ai suoi due figli. Il digiuno e la disperazione portarono alla morte i giovani malcapitati i quali diventarono – secondo la tradizione dantesca – cibo per il padre.

Le meraviglie del litorale Nella Costa degli Etruschi personaggi famosi hanno tratto ispirazione per le loro opere e trovato riposo dai loro tormenti creativi. In questa terra, dove si svolsero parte delle vicende gherardesche, si possono compiere lunghe e rilassanti passeggiate alla scoperta di tesori archeologici, come nel Parco Archeologico di Baratti-Populonia, oppure visitare le terme di Venturina per scrollarsi di dosso lo stress della vita quotidiana. E ancora, attraversare borghi medioevali che riportano alla memoria le contese tra guelfi e ghibellini delle quali caddero vittime Ugolino e lo stesso Dante.
Cecina, Bolgheri, Castagneto Carducci e Populonia non sono più attraversate da audaci cavalieri, o da uomini d’armi; in questi paesi, protetti dalle mura di antichi palazzi si può ascoltare il sibilo del vento che, insinuandosi tra antiche vie, porta con se il profumo di cucine dove vengono confezionati i prodotti tipici del desinare toscano.
La vicinanza con il mare e le terre collinari retrostanti garantiscono al palato dei buongustai una varietà di sapori senza precedenti: piatti di pesce sempre fresco, innaffiato con ottimi vini della zona, prodotti nelle tante aziende che costellano la celebre “Strada del Vino”. Questi posti accendono la voglia di camminare e pedalare, ma anche di andare a cavallo per eguagliare, sempre che ci si riesca, l’abilità dei butteri della vicina Maremma. Più a sud troviamo, infatti, di che gioire con le bellezze del parco costiero della Satrapia i cui sentieri ci portano nel cuore della Maremma e dell’area protetta regionale.

La Maremma settentrionale
Ricca di risorse naturali e appena sfiorata dalla presenza del progresso, la Maremma settentrionale, nonostante la forte vocazione turistica, è riuscita a mantenere inalterate le sue tradizioni. Ancora oggi è facile vedere i butteri governare a cavallo le vacche maremmane, bovini autoctoni che con le loro lunghe corna vivono in questa terra un tempo paludosa e malsana, ma bonificata nel XIX secolo per volontà di Ferdinando III Granduca di Toscana. Ora non ci rimane che usufruire di questa immensa opera dell’uomo e della natura, caratterizzata da una felice successione di vari ecosistemi, percorrendone i sentieri, scoprendone i borghi storici, per poi sedersi al tavolo di qualche trattoria caratteristica.
Foto viaggio
I PERCORSI FORMATIVI /1

Prima giornata

SCOPRIAMO IL TERRITORIO
Ore 14: arrivo del gruppo-classe, sistemazione in albergo, incontro con gli studenti che fanno gli onori di casa, proiezione video con presentazione territorio, consegna materiale esplicativo.

Seconda giornata
DUE PASSI NELLA STORIA
Ore 9: passeggiata panoramica al castello e nel centro storico di Castagneto Carducci, adagiato sulla sommità di una collina.
Ore 12.30: pranzo con menu tipico
Ore 14.30: visita a Bolgheri carducciana, cena, rappresentazione teatrale della storia di Ugolino. Luoghi Castello della Gherardesca, centro storico, Museo-Archivio Carducci, Parco Letterario Carducci a Bolgheri, Viale dei Cipressi, Cimitero di Nonna Lucia.

Terza giornata
Giornata TreKking:
L’OASI DI BOLGHERI
Ore 8: itinerario Trekking CAMMINASCUOLA. Escursione nell’Oasi di Bolgheri, in un’area umida di valore internazionale.
Ore 19: cena, serata musicale.

Quarta giornata
PISA E LE SUE PERLE
Ore 9: visita a Pisa, centro storico, la Torre della Fame dei Della Gherardesca, Piazza dei Miracoli, ecc
Ore 12.30: pranzo.
Ore 15: proseguimento della visita.

Quinta giornata
MESTIERI DI IERI E DI OGGI
Ore 8: a scuola nel Parco Trekking e Laboratori Didattici, fare l’archeologo, fare il fabbro ferraio, fare il geologo, coniare monete, costruire carte geografiche.
Ore 14.30: Parco Archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima, Miniera del Temperino.

Sesta giornata
Giornata TreKking:
STORIA & ARCHEOLOGIA
Ore 9: visita agli scavi romani presso la villa romana di San Vincenzino. Escursione lungo il fiume Cecina. Visita al Museo Archeologico e della civiltà contadina “La Cinquantina”
Ore 12: pranzo tipico
Ore 14: itinerario Trekking CAMMINASCUOLA

Settima giornata
LIVORNO MULTIETNICA
Ore 9: visita alla città medicea e multiculturale di Livorno. Giro dei Fossi e del Quartiere Venezia in battello, i luoghi della multietnicità livornese, il Museo Fattori o, in alternativa, Museo di Storia Naturale del Mediterraneo con orto botanico e con laboratori didattico-scientifici.
Foto viaggio GLI ITINERARI CAMMINASCUOLA

1° itinerario
Il percorso del crocevia (Antica Campigliese)

Località di partenza
Castagneto Carducci
Località di arrivo
Crocevia La Fiora
Difficoltà
T
Lunghezza del percorso
6 km
Tempo di percorrenza
3 ore

Si parte dal parcheggio sito presso il campo sportivo in località Castagneto Carducci. L’inizio del percorso ci porta direttamente nel cuore ambientale della regione contraddistinta dalla macchia mediterranea con la gariga la presenza di boschi di sempreverdi di sclerofille. Proseguendo lungo il percorso, si giunge a 430 metri d’altezza dove troviamo una vedetta antincendio, da qui godiamo di un panorama splendido su tutte le terre circostanti. Si prosegue tranquilli sino a giungere a Poggio Tizzone (m 400) dove ha sede un vecchio rifugio per carbonai che offre un ottimo riparo per una sosta e un ottimo spuntino. Riprendendo l’itinerario, seguiamo i resti del secolare tracciato della strada conosciuta come Campigliese che conduce sino a Capo di Monte, 522 metri, il punto più alto di tutto il percorso. Da qui, scendendo verso il basso, incontriamo il bivio per Sassetta in località Piano dei Brizzi. Ora, si potrà optare per il percorso n. 1 giungendo al crocevia La Fiora (m 510), dove si potranno visionare i resti di una antica casa mezzadrile. Da La Fiora, seguendo il percorso n°2, si può tornare indietro a Castagneto Carducci, mentre il percorso n. 3 ci condurrà sino a località San Carlo.
Foto viaggio
2° itinerario
Il Sentiero dei Molini

Località di partenza
Castagneto Carducci
Località di arrivo
Sorgente Bolla
del Conte Piero
Difficoltà
E
Lunghezza del percorso
5 km
Tempo di percorrenza
2/3 ore

Anche in questo caso il punto di partenza si trova dal campo sportivo di Castagneto Carducci. A meno di un chilometro giungiamo al Mulino del Rotone, il più antico che si conosca di tutto il circondario di Castagneto Carducci. Intorno al Mulino del Rotone, molte sorgenti spontanee rendono suggestivo l’insieme. Proseguendo lungo l’itinerario, si toccano, a seguire, il Mulino di Mezzo e il Mulino di Cima. Proseguendo lungo il cammino il nostro sguardo si sofferma su numerose carbonaie e, ancora, Ponte di Sotto e Ponte di Sopra, due bellissimi ponti in pietra opera dell’ingegnosità umana. Passato questo punto, dopo 1 chilometro circa da Ponte di Sopra arriviamo all’area di sosta e ristoro. Riprendendo il cammino, raggiungiamo infine i ruderi detti La Fiora, nei pressi dei quali si trova la sorgente chiamata la Bolla del Conte Piero; dopo solo alcuni passi troviamo il crocevia che segna la fine del percorso. Da qui, si può seguire il percorso numero 1, che riporta a Castagneto Carducci, o quello numero 3 che conduce a San Carlo.
Foto viaggio 3° itinerario
La Via delle Ferruzze

Località di partenza
Miniera del Temperino
Parco archeominerario di San
Silvestro a Campiglia Marittima (LI)
Località di arrivo
Laverie di Valle Lanzi
Difficoltà
EE
Dislivello
+120 metri
Tempo di percorrenza
1 ora

L’itinerario prende il nome dalle “ferruzze” piccoli accumuli di minerale di ferro scavati negli anni ’40 del secolo scorso. Il percorso offre suggestioni uniche, in uno scenario naturale sospeso tra memoria e presente, si snoda lungo la linea dei filoni metalliferi e consente di osservare le principali emergenze archeominerarie dell’area, dalle imboccature delle miniere antiche e medievali alle suggestive cave a cielo aperto, dai resti dei pozzi di estrazione alle gallerie di ribasso. Sullo sfondo la Rocca di San Silvestro, castello medievale, fondato nel X secolo dai signori pisani della Gherardesca, per ospitare i lavoratori delle miniere.
Descrizione: seguendo le tracce delle lavorazioni minerarie e metallurgiche etrusche, medievali, rinascimentali e moderne, si comprendono le antiche tecniche di produzione e la storia di questa terra di Toscana, che guarda l’isola d’Elba. Dai resti del ponte della ferrovia a scartamento ridotto, che collegava i pozzi di estrazione mineraria al polo di trasformazione metallurgica, al Museo delle Macchine Minerarie. La struttura che ospitava l’argano che, nell’ultima fase di attività, scendeva al sesto livello della miniera, oltre a rappresentare il museo di se stessa, racconta, attraverso un percorso interno ed esterno corredato da pannelli l'uso dei vari macchinari appartenenti alle ultime fasi di attività e rimasti laddove sono stati abbandonati l’ultimo giorno di attività della miniera. Percorrendo un breve tratto a piedi si raggiungeranno l’ingresso della galleria Lanzi - Temperino e il “Morteo”, ovvero la “baracca” in metallo utilizzata dai minatori come spogliatoio e mensa. Da qui, una deviazione al percorso trekking è la Galleria Ortaccio, un chilometro e mezzo percorribile a bordo di un treno minerario per un viaggio nel cuore della terra lungo la Diretta Llanzi-Temperino. Tragitto che in alternativa può essere fatto per rientrare al punto di partenza della Via delle Ferruzze. Tra le emergenze lungo il percorso, segnalato in rosso, la cava a cielo aperto dell’Ortaccio, con tracce di lavori antichi, tagliati da interventi medicei. Inoltre, la Buca della Faina, miniera in una grotta carsica impostata su una faglia, mette in evidenza la mineralizzazione individuata dai minatori etruschi. Da segnalare anche la suggestiva miniera della Buca dell’Aquila. L’itinerario termina alle Laverie, gli edifici costruiti dalla Etruscan Mines, in seguito trasformati dalla Miniera di Campiglia SpA in impianti di flottazione e arricchimento del minerale, oggi attrezzati a stazione di servizio alla ferrovia mineraria Diretta Llanzi-Temperino.

Progetto realizzato da:
Progetto realizzato da: ISIS Polo-Cattaneo di Cecina, Livorno – Tel. 0586681936
ISIS Mattei – Solvay di Rosignano – Tel. 0586.792028
In collaborazione con: Comune di Castagneto Carducci / Consorzio Tirreno Promotour / APT Costa degli Etruschi / Camera di Commercio di Livorno / Confcommercio delle zone interessate.




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