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SULLE ORME DEL… MINATORE
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Una volta qui tutto era
coperto da nera roccia
vulcanica, il fuoco ardeva nelle profondità del monte Amiata dal quale fuoriuscivano lapilli incandescenti, pietre,
fumo e un mare di lava.
Dopo secoli la natura ha spento la sua forza
distruttrice trasformando
il paesaggio. Ora tutto tace
e il brontolio del vulcano
è stato sostituito dal dolce frusciare degli alberi.
Il cuore del monte però
non ha mai smesso di pulsare,
questa volta grazie
all’attività dell’uomo.
Il territorio che circonda il monte Amiata è caratterizzato da un profilo dolce, armonico e presenta una varietà di paesaggi davvero strabiliante.
Siamo tra le province di Siena e Grosseto dove gli spazi verdi e oro dei campi sono interrotti da paesi antichi dove svettano torrioni medioevali e campanili che ogni ora segnano il tempo degli amiatini. La giornata, trascorsa lontano dalla luce solare, era regolata dal suono della “corna”, una sirena che scandiva il cambio dei turni. Il minatore, prima della discesa agli inferi, doveva appendere in una bacheca la sua medaglia – con riportato un numero corrispondente al proprio nome – che ritirava alla fine del turno. Questo metodo consentiva ai soccorritori di risalire all’identità di chi restava malauguratamente imprigionato nel sottosuolo a seguito di frane o cedimenti. L’attività estrattiva e la lavorazione del cinabro venne interrotta negli anni Ottanta; oggi il Museo ad Abbadia San Salvatore conserva una ricca collezione di minerali, strumenti di lavoro e fotografie.
Conservare le tradizioni
La forte spinta industriale subita da Abbadia San Salvatore ha relegato l’attività artigianale in secondo piano, tuttavia se passeggiamo lungo le stradine del paese, notiamo alcune botteghe sopravvissute al progresso.
Tra gli artigiani che ancora conservano la memoria di antichi lavori manuali ricordiamo Fabio Gonnella che da anni batte il ferro come una volta, oppure Aurelio Visconti testimone di una tradizione erboristica secolare. Per venire alla buona tavola facciamo riferimento alla maestria di Pinzi Pinzuti autore di un olio prelibato, oltre a insaccati, pecorini e altre bontà di cui la terra amiatina è particolarmente ricca.
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GLI ITINERARI CAMMINASCUOLA
1° itinerario Riserva naturale de “Il Pigelleto”
Località di partenza e arrivo
Direzione centro
visite del Parco
Difficoltà
T
Tempo di percorrenza
3 ore circa
Sulla destra del Centro Visite, una strada sterrata si addentra nel bosco. Giunti a un gruppo di cipressi americani molto alti, deviamo a destra salendo per un ripido sentiero fino a raggiungere, poco prima di un casolare (Podere La Roccaccia), il cartello “Sentiero Natura”. Seguiamo questa indicazione procedendo a sinistra. Il sentiero si restringe e occorre orientarsi con i segnavia fino a raggiungere una radura, a sinistra. Iniziamo la salita: raggiunta una sella, il sentiero piega a sinistra, fino a scavalcare un cucuzzolo e proseguire, con dei saliscendi, fino a una carrareccia.
Continuando verso destra, si aggira il Poggio Pampagliano (m 969). Da qui il sentiero scende in direzione sud. Camminiamo attraverso la riserva di aceri lungo un sentiero che diventa sempre più ampio, fino a raggiungere un incrocio. Prendere il sentiero sassoso che scende a destra, abbandonando il percorso naturalistico. Giunti sulla strada provinciale “Abetina”, svoltiamo a sinistra seguendo la sterrata. Dopo circa 200 metri, si incontra una diramazione (piazzale de I Cancelli): sulla sinistra si continua il sentiero, sulla destra un altro percorso raggiunge il sito minerario del Siele.
Svoltare a destra, raggiungere uno sbarramento e percorrere una strada bianca per circa 500 metri. Dopo aver visitato il villaggio minerario, si torna alla diramazione seguendo il sentiero a destra. Il tracciato continua a mezza costa con modesti saliscendi, lascia a destra il podere Costoloni, traversa il versante meridionale del Poggio Roccone, poi sale ripidamente a una selletta oltre la quale si entra in un castagneto che scende fino al podere San Francesco.
Si continua per la sterrata che lascia a destra un abbeveratoio (Fonte di Sotto), fino a raggiungere un’importante strada sterrata (m 760). Si prosegue verso sinistra arrivando al podere San Filippo. Il sentiero continua a sinistra, si attraversa Pian del Capraio (un pianoro) e poi si riprende a salire nel bosco. Dopo aver attraversato un ponte su un fosso, si continua sulla sterrata fino al bivio per il podere la Roccaccia e, quindi, al punto di partenza.
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2° itinerario Il sentiero della castagna
Località di partenza e arrivo
Abbadia San Salvatore (m 830)
Difficoltà
E
Dislivello
+275 metri
Tempo di percorrenza
3 ore
Prima asfaltata e poi sterrata, la strada, che collegava Abbadia San Salvatore a Piancastagnaio e denominata “strada vecchia di Piano”, sale a mezza costa offrendo, a sinistra, un bel panorama sulla via Cassia. Poco dopo si raggiunge una croce che dà il nome alla località (la Crocetta). Superata la Crocetta, si incontra un bivio e, lasciata la “strada vecchia di Piano”, si prende un sentiero ampio e agevole sulla sinistra. Percorrendolo troviamo, prima un’abetina, poi, un castagneto ceduo. Dopo quasi un ora dalla partenza incontriamo un bivio: lasciamo il sentiero a sinistra che conduce all’Hotel-Relais San Lorenzo e proseguiamo in discesa sul tracciato di destra fino a raggiungere un’ampia zona pianeggiante. Si lascia sulla sinistra il sentiero per continuare, in leggera discesa, fino a un grosso abete bianco (sulla sinistra). La strada si fa sempre più stretta e di difficile percorrenza, la seguiamo, con prudenza, in direzione nord-est, fino a raggiungere il punto di minima altitudine (m 795). A questo punto si ricomincia a salire lievemente costeggiando il fosso dell’Indivina per circa 150 metri fino a incontrare un incrocio con un albero segnato; si attraversa il fosso e sulla sinistra notiamo un pozzo di ispezione del vecchio acquedotto. L’itinerario prosegue con una salita di difficoltà medio-alta la quale conduce a un tratto pianeggiante dove pendenza si riduce notevolmente. Arrivati a un incrocio si prende il cammino verso sinistra, seguendo un percorso facile e pianeggiante. Poco dopo incontriamo un ulteriore crocevia: si gira a destra e si continua in salita fino a riprendere la strada di partenza (strada vecchia di Piano). Si procede sino ad arrivare a un seccatoio. A un incrocio si oltrepassa un ponticello di legno e si prosegue in salita (la strada a destra riporta a Piancastagnaio). Si continua per circa mezz’ora giungendo nuovamente alla strada asfaltata e, dunque, al punto di partenza.
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I PERCORSI FORMATIVI
Prima giornata
Dal cinabro al mercurio: le fasi del processo produttivo
Mattina: arrivo ad Abbadia San Salvatore, sistemazione e incontro con gli studenti. Pranzo a buffet presso l’Istituto.
Pomeriggio: visita del Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore per ripercorrere la sequenza reale del processo produttivo del mercurio. La visita guidata nelle sale del museo, in compagnia di un ex minatore, terminerà all’interno della Galleria Livello VII. Dopo la visita il giro proseguirà alla Liquoreria Erboristica Visconti: Aurelio Visconti illustrerà la sua arte e farà assaggiare i liquori derivanti dalla macerazioni delle erbe officinali.
Seconda giornata
La Castagna: il pan di legno delle leggende
Mattina: incontro con la guida ambientale per una escursione nei boschi del Monte Amiata (circa tre ore). Percorso trekking – Camminascuola il Sentiero della Castagna. Pranzo in Pizzeria.
Pomeriggio: visita all’Abbazia San Salvatore. Di seguito i ragazzi “attori” presenteranno il fabbro che farà omaggio a ciascun “visitatore” di una medaglietta, riproduzione di quella che ogni minatore lasciava all’ingresso della galleria prima di scendere nelle gallerie. A seguire visita al Frantoio Pinzi - Pinzuti, alla scoperta dell’olio extravergine d’oliva che si deve alla presenza sul territorio amiatino dell’olivastra. Alla sera rientro in hotel e cena del minatore con piatti tipici amiatini.
Terza giornata Morone e Semproniano: la magia delle rocce
Mattina: i ragazzi “attori” illustrano la miniera del Morone, situata a valle del centro abitato di Selvena. A metà mattinata partenza per Semproniano località dove si estraeva il cinabro. Visita al Museo Mineralogico e pranzo a buffet.
Pomeriggio: trasferimento presso il Centro Recupero animali selvatici della Maremma. Incontro con un operatore del Centro Recupero animali selvatici. Rientro in hotel e cena.
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Quarta giornata: Nel cuore della montagna
Mattina: arrivo a Santa Fiora. Visita al Museo delle miniere, ubicato al piano terra del cinquecentesco Palazzo Sforza, nella centrale Piazza Garibaldi, e inaugurato nell’agosto 2002 per volontà dell’Amministrazione Comunale e dell’Associazione “Minatori per il Museo”. Partenza per Castell’Azzara e pranzo presso l’agriturismo il Cornacchina.
Pomeriggio: un geologo guida i visitatori lungo il sentiero che conduce alle due gallerie Minerarie di Galleria Ritorta. Incontro con uno speleologo e visita della Grotta del Sasso Colato. Rientro in hotel e cena.
Quinta giornata: Giornata Trekking
Piancastagnaio TRa STORIA, NATURA E TRADIZIONI
Mattina: percorso Trekking CAMMINASCUOLA attraverso la Riserva naturale del Pigelleto (Piancastagnaio), fino al villaggio minerario del Siele dove risiedevano i minatori. Pranzo presso il Rifugio escursionistico della Riserva.
Pomeriggio: gli ospiti faranno visita al Podere Bioamiata, allevamento biologico di Cinta senese. Visita alla Rocca Aldobrandesca e il centro storico di Piancastagnaio. Rientro in hotel e cena.
Sesta giornata Abbadia San Salvatore
Mattina: consuntivo viaggio e partenza del gruppo per il ritorno.
Progetto realizzato da
I.T. “Amedeo Avogadro” di Abbadia San Salvatore, Siena – Tel. 0577.778252
In collaborazione con: Parco Nazionale Museo delle Minere dell’Amiata
Come arrivare:
In treno fino a Siena.
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