APPROFONDIMENTI CONTENUTISTICI
Sanremo
Sanremo, principale centro della Riviera dei Fiori, si trova in un'ampia insenatura tra capo Nero e capo Verde. Questa invidiabile posizione geografica le regala un clima particolarmente favorevole in ogni periodo dell’anno. E’ la “Città dei Fiori” e della floricoltura, ricca di giardini lussureggianti con piante autoctone e tropicali, oltre che di magnifiche ville, fra cui Villa Nobel, dove visse e morì il famoso scienziato Alfred Nobel.
Sanremo è anche un centro mondano, conosciuto in tutto il mondo per il Festival della Canzone Italiana e il Casinò, inaugurato nel 1905, in stile liberty e decorazioni neobarocche sulla facciata. Si può passeggiare nell’elegante via Matteotti e fare shopping di ogni genere nelle vicine via Palazzo e via Corradi.
Emblema caratteristico di Sanremo è la Statua della Primavera, donata nel 1876 da Maria Alexandrovna, moglie dello Zar Nicola II di Russia, come ringraziamento per l’ottima accoglienza durante il suo soggiorno; l’opera, che si trova nella stupenda passeggiata a mare di corso Imperatrice, è dello scultore Vincenzo Pasquali.
Il nucleo storico della città è chiamato “la Pigna” ed è costituito da piazzette irregolari, stretti vicoli e passaggi coperti; un centro storico che si percorre seguendo il groviglio di strade e stradine tortuose che, in salita, a livelli concentrici si stringono verso il Santuario della Madonna della Costa. Il termine “Pigna” indicava in epoca medioevale i centri abitati arrampicati sulle ripide colline, ed è il caso del centro storico di Sanremo, arroccato su un poggio, delimitato a levante dalla Valle del Rio San Francesco e a ponente da quella del Rio di San Romolo. Diverso, quasi separato dalla città moderna, la Pigna è un tipico paese ligure con fitte case a schiera, collegate da archivolti e scalinate, con mura, porte e piccole piazze da scoprire passeggiando a piedi. È un affascinante dedalo di “carrugi”, talvolta ripidissimi, descritti da Italo Calvino nel suo primo romanzo Il sentiero dei nidi di ragno.
Sanremo e Italo Calvino, approfondimento in:
sanremopromotion.com
Percorso naturalistico a San Romolo: passeggiata nel bosco a due passi dal mare
Il Parco Naturale di San Romolo Monte Bignone è un’area protetta situata nelle alture di Sanremo; è un Sito di Importanza Comunitaria, cioè una località individuata dall’Unione Europea per le sue pregevoli caratteristiche naturalistiche da salvaguardare.
L’ambiente è costituito da boschi di castagno e pini marittimi a cui si accompagnano formazioni di macchia mediterranea. Questi boschi sono stati modellati dalle attività umane che in passato trovavano in questo territorio risorse da utilizzare; in particolare la floricoltura, attività agricola prevalente a Sanremo, ricavava da questi boschi il legname per costruire le serre e il materiale per la coltivazione di alcune specie floricole, quali i garofani che necessitavano di “bacchette” in legno per il sostegno degli steli durante la coltivazione.
Gli studenti dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “ D.Aicardi”, in collaborazione con il Comune di Sanremo ed il Corpo Forestale dello Stato, hanno realizzato questo itinerario naturalistico.
Descrizione
L’accesso all’itinerario naturalistico, individuato da 11 stazioni ecologico-didattiche, è lungo la strada provinciale che collega l’abitato di San Romolo a Perinaldo, a circa 500 metri dal bivio per Coldirodi e coincide con l’ingresso della mulattiera napoleonica, recentemente ripristinata, a quota 850 m s.l.m..
Il percorso si snoda interamente all’interno di un’ampia area boscata; nel tratto iniziale, la mulattiera conduce in un bosco misto di latifoglie e conifere (stazione n.1), dove predominano castagno, querce, pino marittimo e pino silvestre. Si prosegue in leggera salita attraversando un popolamento naturale (stazione n.2), in evoluzione verso la lecceta;il sentiero continua a prendere quota e il bosco di leccio, misto ad aceri campestri e carpini neri (stazione n.3) diventa una formazione vegetale pura e priva di sottobosco (stazione n.4), relitto di quella che doveva essere la vegetazione predominante in questo ambiente al tempo degli antichi romani.
Giunti sul crinale nei pressi di un quadrivio di sentieri, in località Colla Termini di Perinaldo, il panorama si apre sul mare e sulla Val Nervia.
Sulla nostra destra si nota la stazione n.5, costituita da un giovane popolamento di pino silvestre e pino marittimo salicone e pioppo tremulo, esempio di vegetazione pioniera sviluppatasi dopo un incendio; guardando invece verso sinistra noteremo l’inizio di un imponente bosco di pino silvestro, sotto cui vegetano giovani lecci (stazione n.6).
Si percorre il sentiero in discesa alla nostra sinistra e dopo circa 200 metri incontriamo un rado boschetto di pino marittimo sofferente per l’attacco di una temibile cocciniglia esotica (stazione n.7); raggiunto un piccolo pianoro abbiamo l’opportunità di osservare le stazioni n.8 e 9, rappresentate nell’ordine da un popolamento pioniero puro di pioppo tremulo e, poco sotto, da alcuni esemplari di faggio, una vera rarità così vicino al mare.
Il sentiero continua a scendere attraversando un bosco ceduo di castagno in cui vegetano anche esemplari di pino marittimo e pino silvestre (stazione n.10) ed infine una piccola formazione pura di castagno in cui sono ancora evidenti alcune vecchie ceppaie (stazione n.11).
L’uscita dal sentiero, in prossimità di un’area attrezzata, ci permette di osservare alcuni ontani neri e noccioli nell’alveo di un piccolo rio.
Località di partenza: strada provinciale San Romolo - Perinaldo, a circa 500 metri dal bivio per Coldirodi
Località di arrivo: strada provinciale San Romolo - Perinaldo, in prossimità di un’area di sosta attrezzata a 100 metri dal bivio San Romolo-Perinaldo
Tempo di percorrenza: 1.5 ore circa
Dislivello : 100 metri
La Strada dell’Olio
La coltivazione dell’olivo e la produzione olearia sono legate allo sviluppo delle civiltà mediterranee. L’origine e la diffusione dell’olivo domestico probabilmente risalgono al quarto millennio prima di Cristo, quando si cominciava a selezionare la varietà delle piante e a ricavarne dal frutto un liquido denso e untuoso. Da qui l’olio diventa una delle merci più richieste e la coltivazione dell’olivo si diffonde in occidente. I monaci esercitarono la loro influenza nel nostro territorio a partire da monasteri di Borgo San Dalmazzo nella zona di Taggia e di Ventimiglia. Furono probabilmente i benedettini che importarono da Cassino a Taggia la pianta che oggi prende comunemente il nome di “taggiasca”. Con il passare dei secoli la coltivazione dell’olivo ha modificato il ponente ligure distinguendo e disegnando un territorio con cultura e coltura proprie, legate alla civiltà dell’olivo e dell’olio.
La “strada di prodotto” è uno spazio virtuale entro il quale vengono collegate diverse mete che vanno a contraddistinguere una peculiarità gastronomica.
I comuni della strada dell’olio sono 21 divisi in tre comprensori:
Comprensorio Intemelio: Apricale, Bajardo, Dolceacqua, Isolabona, Perinaldo;
Comprensorio dell’Argentina- Armea: Badalucco, Dolcedo, Molini di Triora, Montalto Ligure, Taggia;
Comprensorio Imperiese-Dianese: Aurigo, Borgomaro, Chiusanico, Chiusavecchia, Diano Arentino, Diano S.Pietro, Lucinasco, Prelà, Vasia, Vialla Faraldi.
Taggia
Taggia, a soli tre chilometri dal mare, sorge alle soglie della Valle Argentina. Circondata da fiori, ulivi e agrumi, è uno dei centri più antichi e conosciuti della Riviera dei Fiori.
Questo piccolo borgo medioevale merita sicuramente un viaggio per scoprire le sue bellezze e il suo patrimonio storico-architettonico: la caratteristica struttura medievale, le torri, le mura, le opere d’arte conservate nel convento dei Domenicani (il complesso monumentale più importante della Liguria occidentale, costruito nel 1490).
Si può entrare nel centro di Taggia attraverso la Porta dell’Orso, aperta nelle mura cinquecentesche, per passeggiare nelle vie del borgo impreziosite da istoriati portali (in pietra nera della Valle Argentina) le cui iscrizioni raccolgono le vicende delle famiglie nobiliari del luogo.
Il castello, che domina la città, era una grande struttura militare con le sue difese che includevano larghe fortificazioni e costituivano un rifugio sicuro in caso di attacco da parte dei pirati.
Molto interessante è il ponte vecchio, un’eccezionale costruzione con 16 archi, datata nella prima metà del tredicesimo secolo, che attraversa il torrente Argentina per 260 metri.
La fama di Taggia è legata all’ulivo da cui deriva un olio particolarmente pregiato, conosciuto in tutto il mondo per il suo “bouquet” e la sua contenuta acidità.
Bordighera
Bordighera nasce, con le sue due anime, circa cinquecento anni fa: la più antica è nel “Paese Alto”, la più nuova nella “Marina” a partire dal promontorio di Sant’Ampelio.
La svolta epocale per la cittadina avvenne con l’inaugurazione della linea ferroviaria intorno al 1872. Da piccolo borgo arroccato e baia di pescatori la nuova Bordighera si apre alla zona piana per accogliere l’abitato, ville, villini e palazzi dallo stile eclettico, circondati da giardini e parchi. La intersecano ampie strade e viali. Nasce la pittoresca via dei Colli e, a mezza costa, la via Romana. Oltre la ferrovia, la spiaggia per lungo tratto si arricchisce di una suggestiva passeggiata a mare. La favorevole posizione della città, protetta a nord da una catena di alture, esposta a mezzogiorno sul mare, garantisce una temperatura uniforme nelle varie stagioni, senza bruschi sbalzi, con insolazione rilevante durante l’estate.
Che Bordighera fosse una località di soggiorno sereno e riposante lo scoprirono per primi i viaggiatori britannici che, sul finire del 1800, in certi periodi dell’anno, con la loro prolungata presenza superavano il numero degli abitanti locali. È qui che, infatti, nasce, grazie alla nutrita colonia britannica, nel 1878, il primo circolo del tennis italiano e, nel 1888, lo studioso inglese Clarence Bicknell fonda il museo, che oggi porta il suo nome, ricca raccolta paleontologica della Liguria. Francese fu, invece, l’architetto che segnò, a partire dal 1870, lo sviluppo urbanistico di Bordighera: Charles Garnier, che qui costruì la sua villa pensile sul mare influenzando nello stile tutte le future residenze signorili della città.
Caratteristica predominante di Bordighera e di tutta la zona circostante è la lussureggiante vegetazione, ove primeggiano i palmizi; e poi ci sono le variopinte e preziose coltivazioni di fiori che si estendono anche oltre Bordighera verso le località limitrofe e nell’immediato entroterra.
Montecarlo
Situato su una stretta striscia di terra tra mare e montagna, il Principato di Monaco è uno stato indipendente e sovrano, riconosciuto dalla comunità internazionale. Membro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite del 1993 e annesso alla zona euro, Monaco è stato ammesso al consiglio d’Europa nel 2004.
Fin dall'antichità La Rocca di Monaco é servita da rifugio per le popolazioni primitive, ma la storia di Monaco comincia realmente a partire dal XIII secolo. Il 10 giugno 1215 segna la nascita del futuro Principato, in questo giorno la famiglia genovese dei Ghibellini pone la prima pietra della fortezza che oggi é il Palazzo del Principe. Per attirare gli abitanti, i primi Signori della Rocca accordano ai nuovi arrivati preziosi vantaggi, come la concessione di terre o l'esenzione dalle tasse. La storia di Monaco da 700 anni è associata a quella della famiglia Grimaldi.
I più importanti centri d’interesse turistico sono: la vecchia cittadina fortificata con le case affiancate le une alla altre ed i vicoli stretti che comunicano tra loro grazie a passaggi a volta; la Piazza del Palazzo dove tutti i giorni alle ore 11:55 si può assistere al cambio della Guardia dei Carabinieri del Principe; lo splendido Palazzo del Principe con i suoi ambienti fastosi quali la Galleria all’italiana, il salone di Luigi XV, la Sala del Trono e il Cortile d’Onore; il museo Oceanografico che ospita un acquario celebre per la varietà e la rarità delle sue specie oltre ad una spettacolare laguna di squali; la cattedrale di Monaco in stile romanico bizantino in pietra bianca di La Turbie; il Casinò gioiello dell’architettura della Belle Epoque; il Giardino Esotico, collocato in posizione audace sul fianco della montagna, con migliaia di specie di piante succulente e la favolosa Grotta dell’Osservatorio; i Giardini Giapponesi; il Lungomare dei Campioni sul quale sono impresse le impronte dei piedi dei più grandi calciatori del mondo. È possibile inoltre fare una piccola escursione nella città con il trenino turistico.
Per informazioni e prenotazioni:
Prof.ssa Silvia Gastaldo
IPSSCT “D. Aicardi” - Sanremo
Tel. 0184 541148